Teoria o Pratica?

Dopo le feste e le scorpacciate di questi giorni finalmente mi sento di stare di fronte al comuter e postare di nuovo.
Ho ricevuto tra le altre cose una telefonata per andare ad insegnare Chitarra e Armonia Jazz presso un'accademia.
Quidi ho iniziato a scrivere i programmi dei corsi.Li sottopongo ai miei genitori che insegnano in conservatorio,per avere un parere sincero.
La loro risposta è stata : "...sono troppo completi,scoprirai col tempo che i ragazzi vogliono molta pratica per essere interessati.Devi trovare un modo per interessarli,prima di tutto."
Bene,sono rimasto di sasso.Ma,facendo insegnamento privato da anni,ho dovuto dargli ragione.
Anche se ancora mi chiedo come si faccia a proporre un brano senza aver dato a chi lo imparerà,le armi essenziali per poterlo comprendere armonicamente.
Insomma è giusto saper interessare e dover interessare i ragazzi che studiano,questo si,ma quello che intendevano i miei genitori è che spesso gli studenti reputano la teoria un qualcosa che si dissocia dalla pratica,quando invece la teoria è quello studio che li farà riflettere e andare avanti sullo strumento,a prescindere dal genere.
Un punto essenziale del programma è proprio il famoso "nozioni di base",il "getting started" dei libri di informatica.Insomma non si può prendere alla leggera.Per suonare quello che si ha dentro secondo me si deve essere consapevoli che bisogna avere degli "utensili" per sapere come tirarlo fuori.
Di discorsi ne potrei fare ancora tanti,ma preferisco che aggiungiate voi qualcosa.
Se non vi risento,
AUGURI di buon anno.
Sam

5 Comments:
Caro amico, pensa che io insegno proprio toria e solfeggio!!!
Riuscire a far scattare la molla del "giusto pensiero" (ovvero il tuo, quello dell'importanza della teoria nella pratica) è il mio primo intento...
Spesso ho a che fare con giovani che pensano sia una cosa facile suonare (voglion tutto e subito...), a volte con ragazzini obbligati dai genitori... in tal caso la scommessa si fa dura!!!
Io personalmente cerco di formare dei buoni ascoltatori, poi se esce un musicista...
In bocca al lupo;)
PS: grazie e Buon Anno!!!
Tu insegni la c.d. armonia jazzistica o quella classica? Che testi usi?
Auguri!
Ipofrigio
X IPO
per quanto riguarda i testi che adotto,sono più di uno perchè mi sono sempre trovato a fare corsi per chitarra jazz e non ce n'è uno solo al quale mi possa appoggiare perchè gli argomenti lo sai anche tu,sono molti e non tutti i libri spiegano approfonditamente gli stessi argomenti.Spesso scrivo io le lezioni e e do dei rimandi su libri,per gli esercizi faccio la stessa cosa.
Ora sto valutando un po' di testi per avere qualcosa di più fisso,se vedo qualche testo innteressante te lo faccio sapere.
sam
Ciao Samu
ho appena visto il tuo blog adesso per la prima volta e mi piace il modo in cui è impostato!
Ti scrivo subito un bel commento all'ultima posta che ai spedito:
si, capisco i tuoi genitori quando dicono che lo studente devo essere prima conquistato, che non hanno bisogno di tante nozioni ma prima di essere coinvolti, che rompono le palle all'inizio perchè sembra che non credino in te e gia vogliono avere lo strumento sottomano. Allo stesso modo capisco te che vuoi trasmetter loro tutto quello che sai, che vuoi renderli partecipi delle tue conoscenze per poter poi condiviere con loro i tuoi pensieri e le tue idee.
A quanto mi risulta però il meccanismo del rapporto durante una lezione, in particolare di musica, che sia di teoria o di pratica, non ruota intorno a te insegnante o a tutti gli argomenti interessanti e fondamentali di cui poi parlare, ma tale rapporto è efficace nel momento in cui lo studente sente di aver ricevuto quello di cui aveva bisogno. Ma attenzione! Tutti sappiamo che lo studente non sa ciò di cui ha bisogno e, forse per una innata arroganza nei confronti del maestro, tende a sostenere ce lui ha bisogno di fare più pratica che teoria.
Nel momento in cui l'insegnante vuole combattere questa strana situazione si ritrova a perdere. Nel momento in cui l'insegante vuole insistere con la teoria invece che la pratica perde l'attenzione del suo pubbluco, dei suoi studenti.
Dal mio punto di vista la soluzione è quindi chiara!
"Giocare sporco e falso!"
Lo studente vuole la pratica?
Diamogli la pratica!
Lo studente non vuole fare analisi?
Facciamogli suonare un pezzo!
Lo studente se ne sbatte della tecnica?
Lasciamolo sbagliare!
La verità si vedrà dopo poco: quasi in massa si accorgeranno dei loro limiti, delle loro incomprensioni musicali, delle lacune che li portano a non essere dei musicisti completi come il loro maestro.
E' qui dunque che potrai sfoggiare le tue nozioni, è qui che avrai catturato la loro attenzione perche ora sanno di averne bisogno, è qui che potrai fare il maestro vero e proprio perche ora i ragazzi sono con te.
Spero di aver detto e scritto qualcosa di sensato che riassuma un pò la tua situazione e che ti suggerisca un modo per organizzare le tue lezioni.
Fatti un giro sul mio blog e scrivimi un pò cosa hai pensato dopo la lezione full immersion che abbiamo fatto insieme. Pubblicizzala e perchè no rifacciamola anche in Italia.
Al prossimo commento!
Simone
Ciao Sam...
be' la questione è complessa in effetti... personalmente ho adottato ed applicato la mia personale ricerca artistica all'insegnamento della teoria, proponendo ai miei allievi un punto di "osservazione" (in senso letterale!) alternativo, attraverso la visualizzazione delle "forme" e dei "colori" che accordi, scale modali, cadenze armoniche celano dietro il loro apparente carattere "astratto"!
Nel mio Blog propongo alcune "strade" creative in tal senso... la mia ovviamente non è la soluzione definitiva, ma nella mia esperienza ho riscontrato una maggiore attenzione alla teoria attraverso questi mezzi alternativi...
Un saluto e complimenti per il tuo Blog...
Alberto
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